Bianco o nero che sia quello del tartufo è un percorso insolito.
Innanzitutto perchè è percorribile tutto l’anno: la ricchezza del territorio ci offre tartufi in tutte le stagioni. Ovviamente ogni stagione ha il suo tubero.
Da novembre fino a marzo, si può degustare il pregiato tartufo nero (Tuber melanosporum), mentre fra il quinto e il sesto bimestre dell’anno si trova invece il tartufo bianco (Tuber magnatum); durante i mesi più freddi del calendario fino all’arrivo della primavera possiamo trovare sia il bianchetto, detto anche marzolino (Tuber borchii), che il tartufo nero d’inverno (Tuber brumale) e anche il tartufo moscato (Tuber brumale moschatum) sempre da novembre fino a marzo.
Da maggio e per tutta l’estate lungo la strada del tartufo si raccoglie lo scorzone, noto ai più come il tartufo nero estivo (Tuber aestivum); il tartufo uncinato (Tuber uncinatum) cresce invece da settembre a gennaio così come quello nero ordinario (Tuber mesentericum); il tartufo nero liscio (Tuber macrosporum ) si consuma infine in pieno periodo natalizio.
L’itinerario del tartufo toscano si presta in realtà a tante suggestioni, non solo enogastronomiche, ma anche culturali, storiche, artistiche e paesaggistiche.
Abbiamo però scelto il tartufo, vero protagonista della stagione entrante, perchè il percorso che vi suggeriamo fra la Valtiberina e il Casentino è costellato di piccoli produttori locali che vi proporranno l’acquisto del pregiato tubero. Lungo la strada, infatti, noterete di frequente artigianali insegne con su scritto “VENDITA TARTUFI”.
Una strada che congiunge dei luoghi non battuti dal turismo di massa, dove il silenzio governa sovrano e l’appetito viene stimolato da profumi a volte intensi a volte leggeri, altri persistenti e ancora deliziosi, che si alternano nell’aria come una danza ritmata.
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